"Con la sua centrifuga di banalità da “pensionato conservatore con opinioni di medio qualunquismo piccolo borghese” (cit Iacoboni), Francesco De Gregori ha reso incommensurabilmente felici terzisti, cerchiobattisti, fioroniani, bocciani, scalfariani, dalemiani, franceschiniani, montiani. E via così.
Gli sono vicino e ancor più solidale: è un grande artista, ha scritto canzoni straordinarie (che da almeno 20 anni cerca di uccidere con versioni live da Bob Dylan de noantri) e non meritava un contrappasso così impietoso. Si può sopravvivere a tutto, ma quando diventi l’idolo dei Polito e Battista vuol dire che nella vita (politica) hai sbagliato quasi tutto.
Se mai un giorno dovessi dire o scrivere una cosa tale da garantirmi malauguratamente l’applauso trasversale di una combriccola così composta, vi prego: lapidatemi con una grandinata di Birkenstocks. Quelle fucsia coi fiorellini bianchi, possibilmente: così soffro di più e velocizzo l’espiazione.”